- La comunicazione della Pubblica Amministrazione potrebbe svolgere meglio la funzione educativa che gli è propria prestando più attenzione alla dimensione etica dei messaggi e a tutte le possibili conseguenze delle proprie attività.
- Tutti concordano che la comunicazione pubblica è sempre più “responsabile”, perché a differenza della comunicazione commerciale svolge un ruolo importante: educare il cittadino, sostenere il cambiamento sociale, promuovere comportamenti corretti, abbattere pregiudizi e preconcetti.
- In quest’ottica, essa rappresenta uno strumento importante per la promozione di una cultura attenta al genere e per la valorizzazione delle differenze all’interno delle amministrazioni pubbliche. La comunicazione pubblica deve rispecchiare le evoluzioni positive della società in cui viviamo ed attingere ad essa.
Cosa significa comunicazione di genere?
I principi
I seguenti principi sono finalizzati ad adeguare strategie e strumenti di comunicazione in un’ ottica di pari opportunità.
Essi costituiscono valori di riferimento da tenere sempre presenti nella definizione delle attività di comunicazione da realizzare.
In sintesi, la comunicazione attenta al genere rispetta questi tre principi teorici:
- Trasversalità
pari opportunità tra uomo e donna come valore culturale da promuovere e condividere all’interno dell’ente.
- Equità
dare visibilità ad entrambi i sessi nei diversi messaggi di comunicazione prodotti dall’ente.
- Rappresentatività
veicolare immagini di donne e uomini rappresentative di target reali.
In sintesi
Ecco alcune semplici regole operative da seguire nella progettazione di un prodotto o di una campagna di comunicazione
- non utilizzare l’immagine della donna in modo strumentale;
- rappresentare sempre entrambi i sessi in modo equilibrato e corretto;
- utilizzare un linguaggio inclusivo e rispettoso dei due generi (pur mantenendo la funzionalità del messaggio);
- preferire messaggi chiari, facili, diretti, in grado di valorizzare in modo corretto entrambi i generi, evitando espressioni che possano rivelarsi offensive per l’identità di genere;
- utilizzare canali di comunicazione in grado di raggiungere tutte le donne (in particolare le fasce deboli);
- prevedere un’attenzione particolare e azioni speciali destinate al coinvolgimento delle donne migranti (in particolare delle seconde generazioni);
- valorizzare l’importante ruolo della donna come “costruttrice di relazioni” all’interno della società;
- promuovere strumenti per la lettura con “occhiali di genere” dei servizi messi a disposizione dagli enti pubblici per la famiglia intera.
Come Fare?
Quindi, in sintesi, per garantire un
linguaggio non sessista:
“il femminile, ma solo quando serve”
L’uso del femminile non deve essere forzato; il femminile deve essere utilizzato nei casi in cui è utile a far crescere una cultura attenta al genere
Per quanto attiene
le immagini:
“la donna come è, non come i media vogliono presentarla”
La comunicazione non deve più proporre una donna che non sia non vicina a quella reale.
Per quanto attiene la presenza sugli
strumenti di comunicazione:
“una presenza trasversale, non spazi dedicati”
L’attenzione al genere deve essere presente in modo trasversale su tutti i materiali. Campagne di comunicazione per le pari opportunità costruite ad hoc in occasione di ricorrenze non sono sufficienti.